Il Propoli delle api

Origine

I propoli è una sostanza ceroide – gommosa – resinosa raccolta da api specializzate sui germogli e sulle cortecce di piante come: pioppo, betulla, ontano, pino, abete rosso, prugno, salice, olmo, quercia, castano, , ippocastano, frassino ecc.

Il propoli viene arricchito enzimaticamente dalle api con particelle atmosferiche e successivamente elaborato dalle api stesse per essere usato a scopo di difesa e protezione antisettica dell’alveare.

Uso da parte delle api 

Le api utilizzano il propoli per rinforzare i favi, otturare le fessure e restringere l’entrata dell’alveare in modo da impedire ai nemici di penetrarvi e inoltre per imbalsamare i cadaveri dei nemici stessi, che una volta entrati nell’arnia non possono più essere rimossi.

E’ il loro disinfettante e antibiotico naturale.

Composizione

La composizione del propoli è la seguente:

1 – Resine e balsami        55%

 2 – Cere                            30%

3 – Oli essenziali               10%

4 – Polline                           5%

Elementi questi ricchi di vitamine.

Molte delle loro sostanze non sono ancora state definite e sono quelle più efficaci.

Modo d’uso

Uso interno: un cucchiaio di caffè puro al mattino e alla sera dopo  i pasti.

Uso esterno: spalmare il propoli sulla parte da curare con un po’ di cotone idrofilo o con un pennello.

Azione medicamentosa 

Per le sue proprietà antibatteriche, antibiotiche e cicatrizzanti nonchè per le sue azioni immunologiche ed autisettiche  il propoli ha delle qualità terapeutiche particolari.

In merito il Dott. Prof. Luciano Pecchiai, patologo Direttore del centro di Eubiotica Umana dell’ospedale dei bambini Vittore Bruzzi di Milano, elenca le attività e le azioni del propoli come segue:

    • Attività batteriiostatica e battericida dovuta all’acido benzoico e all’acido cinnamico.
    • Attività antimicotica per la presenza di acido caffeico, pinocembrina e pinobanesina.
    • Attività antivirale.
    • Attività anestetizzante dovuta alla presenza di acido benzoico, acido caffeico e alcuni flavonoidi come la pinocembrina.
    • Attività cicatrizzante in quanto stimola la rigenerazione dei tessuti in caso di ferite e piaghe.
    • Azione antidepressiva.
    • Azione antisenile.
    • Azione anti fatica perchè inibisce l’effetto tossico dell’acido lattico a livello muscolare.
    • Azione diuretica per l’inibizione della fosfatasi renale.
    • Azione antinfiammatoria in processi che colpiscono le mucose, la pelle e le articolazioni.
    • Azioni nella patologia cutanea con particolare riguardo all’acne, all’herpes, alle piaghe da decubito, all’eczema, nelle ustioni, ferite e piaghe.
    • Azione nelle forme influenzali dell’apparato respiratorio ( faringite, bronchite )
    • Azione nella patologia del cavo orale, in odontostomatologia e in otorinolaringologia ( stomatite, gengivite, piorrea, carie dentarie, otite, tonsillite )

CONOSCIAMO MEGLIO IL PROPOLI

Sarebbe meglio oltre a conoscere il propoli, imparare ad usarlo a seconda dei disturbi che si vogliono trattare.

E’ comunque un prodotto privo di effetti collaterali, che non interagisce con eventuali farmaci che si stanno assumendo.

L’unico sistema per utilizzare il propoli, che le api producono sotto forma di scaglie e granuli, è quello di scioglierlo nell’alcool etilico e renderlo fluido.

Si ottiene così un preparato idroalcolico, che comunque può essere utilizzato anche dai bambini e anziani, non ha controindicazioni a parte il cattivo gusto.

Il propoli come già detto in precedenza è efficacissimo per curare i disturbi del cavo orale quali: stomatiti, gengiviti, mal di gola e qualsiasi infiammazione locale.

E’ molto indicato per curare qualsiasi lesione o ulcerazione cutanea infetta.

Nel caso di lesione del cavo orale, bisogna oltre che lavarsi bene i denti, evitare l’assunzione di cibi e di bevande per alcune ore dopo l’applicazione di propoli.

E’ ovvio  che l’applicazione, va ripetuta più volte durante il giorno e la sera prima di coricarsi.

Quando si applica il propoli sulla lesione, si avverte un forte bruciore.

Queste sensazioni scompaiono in pochi secondi lasciando la parte anestetizzata.